Esattamente così devi immaginarti un vero pioniere. Un uomo che sa trasformare un’intuizione in progetto concreto prima e in un’attrazione a livello nazionale poi. Un vero lottatore, che non molla mai, che non conosce giorni liberi e vacanze. Sempre in corsa, verso il successo.

Ai suoi primi soci ha chiesto molto, ma ha reso altrettanto. Davanti a difficoltà insormontabili ha sempre trovato soluzioni generose. Questo identikit potrebbe adattarsi a diversi pionieri svizzeri, ma qui stiamo parlando di Pierre Vuigner, vallesano di Grimisuat, che 52 anni fa ebbe un’idea che non gli lasciò più pace. Ispiratosi al parco olandese di “Madurodam”, voleva creare qualcosa di simile in Svizzera.

Una Svizzera in miniatura

Pierre Vuigner ha 32 anni, gestisce un negozio di alimentari a Grimisuat ed è segretario comunale. Ha studiato latino al ginnasio ed è decisamente un tipo sportivo. La sua vita scorre lineare e tranquilla fino a quando gli viene un’idea che non gli darà più pace. Per poterla realizzare però ha bisogno di un terreno, grande tra 1 e 15 mila metri quadri, idealmente in una bella posizione. Comincia così il suo giro della Svizzera alla ricerca del terreno giusto. Parte a Küsnacht, passa a Pratteln e va fino a Thun. L’ultima tappa è il Ticino a Melide, un paesino folcloristico stretto tra le montagne, il lago e la diga. È amore a prima vista.

Melide è, per l’idea di Pierre Vuigner, un colpo di fortuna. Il sindaco Gallino è talmente entusiasta della sua idea che riesce a superare tutti gli ostacoli burocratici in un tempo record di tre settimane. A suo favore gioca il fatto che sul terreno, in quel momento inutilizzato, tra la popolazione ci fosse chi voleva un camping, che altri vedevano invece come un pugno in un occhio. L’affare tra il comune di Melide e Pierre Vuigner prevedeva che lui ricevesse in usufrutto il terreno per 30 anni. Questo contratto più tardi verrà prolungato da entrambe le parti a 45 anni prima, a 60 poi e infine a 86 anni. Swissminiatur rimarrà quindi al suo posto fino al 2042.

Pierre Vuigner, nel frattempo divenuto padre di due figli, Dominique e Jean-Luc, ha finalmente il terreno, ma gli manca il capitale iniziale, e soprattutto gli mancano i modelli. Vende in fretta il suo negozio a Grimisuat e alcuni terreni di famiglia e con i soldi ricavati si trasferisce a Melide. La sua idea non gli dà ancora pace. Insieme ad altri entusiasti sostenitori si mette al lavoro. I primi modelli in scala 1:25 sono pronti. Un trenino in miniatura accompagna i visitatori in una Swissminiatur ancora scarna. Il tempo stringe, i capitali si sciolgono come neve al sole e il pioniere Pierre e i suoi pochi impiegati necessitano assolutamente di nuove entrate.

Il termine per l’apertura è fissato per il 6 giugno 1959 ma il parco, solo alcuni giorni prima ha ancora un aspetto piuttosto desolato. Pierre Vuigner ricorda con un sorriso malizioso che “il Cervino era ancora “in costruzione”, una parte dei prati, invece del verde brillante, mostrava un marrone giallognolo, ma noi tutti eravamo degli incorreggibili ottimisti”.

Si sono rimboccati le maniche e dopo aver lavorato giorno e notte senza sosta, l’opera viene infine compiuta. Un mese dopo l’apertura. Le ferie sono alle porte ed è proprio in questo periodo che Swissminiatur deve generare le entrate che non solo assicurano la sopravvivenza del parco, ma ne permetterebbero soprattutto l’ampliamento.

La nuova attrazione sul lago di Lugano fa centro. Dopo quattro mesi Pierre Vuigner tira le somme: ha incassato 868’000 franchi. Una vera miniera d’oro. Ma questo incasso record non basta comunque a pagare tutte le fatture scoperte. Fortunatamente anche i creditori credono nel progetto e concedono tempo. Al 31 dicembre 1960, Pierre Vuigner ha pagato tutte le fatture ancora in sospeso.

Seguono gli anni del grande boom, i magnifici anni ’70. Nei fine settimana e nei giorni festivi il Ticino viene letteralmente invaso dagli italiani. Il motivo di questa euforia degli acquisti da parte dei nostri vicini italiani è chiaro: per mille lire, gli italiani ricevono sette franchi svizzeri! In questo periodo, il 65% di tutti i visitatori della Swissminiatur valicano la frontiera a Chiasso e si accaparrano cioccolato svizzero, sigarette, occupano i ristoranti e i supermercati e accettano di aspettare delle ore in fila alle casse della Swissminiatur.

In questi anni d’oro, Pierre Vuigner investe grandi somme di denaro nel suo parco: nuovi modelli, nuove attrazioni e, quale arguto uomo PR, coinvolge stelle e stelline nel suo progetto. Personaggi famosi come Caterina Valente, Lys Assia, Vico Torriani, Peter Kraus, Marina Salinaz, Nicola di Bari, Anita Traversi, Febo Conti, Hermann Geiger e Marina Doria posano alla Swissminiatur. Vengono realizzati servizi televisivi e feste popolari. “A Melide avevo trovato la mia America” ricorda Pierre Vuigner.

Come sempre accade però, dopo i dorati anni ’70 arriva la crisi. La lira italiana perde sempre più valore e gli italiani, che prima godevano di un cambio favorevolissimo, ora per mille lire ricevono solo 70 centesimi. La Svizzera, il grande paradiso degli acquisti, è diventata di colpo troppo cara e il turismo si sviluppa in senso opposto. Senza la massa di italiani, Swissminiatur punta sui turisti di tutti gli altri paesi.

Pierre Vuigner lascia le redini nella primavera del 1986 ai suoi due figli Dominique e Jean-Luc, assistendoli con consigli e suggerimenti. Nel frattempo divenuto 83enne, Pierre Vuigner afferma che i suoi meriti per la storia di successo di Swissminiatur si possono riassumere con una frase a lui cara: “Mon Dieu, j’ai plus de chance que d’intelligence”.

Con modestia, perseveranza, coraggio e spirito pionieristico, Pierre Vuigner ha creato a Melide qualcosa che negli ultimi 50 anni è diventato una vera istituzione svizzera: visitare la piccola Svizzera in un’ora…